Mascali 1928


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Gli avvenimenti

L'eruzione del 1928

GLI AVVENIMENTI
L’eruzione del 1928 ha inizio il 2 novembre dopo cinque anni di apparente calma del vulcano, da quando nel 1923 una colata, sul versante settentrionale dell’Etna, aveva interrotto la linea ferrata della circumetnea, invaso la strada statale Fiumefreddo – Randazzo e minacciato la periferia della città di Linguaglossa.
Seguirono 18 giorni di intensi fenomeni vulcanici che si svilupparono secondo tre fasi ben distinte:


L’Etna vista da Taormina con le fasi dell’ eruzione del 1928.



I fase – 02 novembre 1928
Nel pomeriggio del 02 novembre, intorno alle ore 16.30 il cratere di Nord Est è teatro di una intensa attività esplosiva accompagnata da forti boati ed emissioni di cenere con la formazione di un pennacchio alto oltre 1 kilometro. Nelle ore successive si apre una prima frattura (2600 m. s.l.m. ) nella Valle del Leone, accompagnata da spettacolari fontane di lava e dalla formazione di una colata lunga circa 500 m. In serata l’intensità dei fenomeni si riduce notevolmente fino a cessare del tutto.


Attività esplosiva del cratere di nord est vista da Nicolosi - 02 novembre 1928



II Fase - 03 novembre 1928
Durante la notte del 03 novembre si apre una seconda frattura nei pressi di Serra delle Concazze (2.100 s.l.m.) dalla quale sgorga una imponente colata lavica che invade i boschi della Cerrita e della Cubania e si incanala nel torrente Magazzeni dirigendosi verso il centro abitato di. S. Alfio.
Gli abitanti della cittadina si radunano in Chiesa invocando l’aiuto dei santi patroni Alfio, Filadelfo e Cirino. Nonostante le avverse condizioni atmosferiche, un nutrito gruppo di fedeli parte verso la contrada Magazzeni portando in processione le sacre reliquie dei Santi. Nel pomeriggio il fronte lavico comincia a rallentare fino ad arrestarsi completamente. Gli abitanti di Sant’Alfio gridano al miracolo e a ricordo dello scampato pericolo costruiranno la Chiesetta di Magazzeni.


La processione degli abitanti di Sant'Alfio - 03 novembre 1928





III fase - 04/20 novembre 1928

04 novembre 1928

Quando l’eruzione sembra ormai conclusa, improvvisamente alle ore 21.00 si apre una terza frattura a quota 1.200 s.l.m. nei pressi delle Ripe della Naca. Da essa, fuoriesce una colata fluidissima, che scorre nel folto degli alberi incendiandoli, e si incanala nel torrente Pietrafucile o Vallonazzo dirigendosi inesorabilmente verso la cittadina Mascali distante appena 5 km.


Le bocche effusive presso le Ripe della Naca



05 novembre 1928
Il fronte lavico, largo 400 m. e alto fino a 10 m., avanza ad una velocità di 200-300 m. all’ora e minaccia la linea ferrata della Circumetnea . Inizia lo sgombero della città di Mascali sotto la direzione del Cavaliere Costarelli, vice podestà di Catania con l’ausilio di soldati, pompieri e guardie municipali.


Esercito e milizie fasciste sgomberano la città



06 novembre 1928
Il destino di Mascali, attraversata dal torrente Pietrafucile, è ormai segnato. Gli abitanti si affidano alla protezione del patrono San Leonardo, proprio nel giorno in cui, ironia della sorte, si dovevano celebrare i solenni festeggiamenti. Il simulacro del santo insieme alle sacre reliquie viene posto a scudo sul fronte lavico, ma deve retrocedere, passo passo, con l’avanzare della spaventosa colata inesorabile; le tremolanti braccia dei fedeli debbono riportarlo sempre indietro, sempre in salvo dalla minacciante, distruggitrice valanga.
Mascali è ormai deserta con le porte delle case spalancate e con le stanze vuote. Gli abitanti hanno sperato finché la speranza era lecita, hanno dormito nel loro letto finché non vi era pericolo di essere sorpresi nel sonno, e poi sono partiti. Alle 18.45 la lava raggiunge le prime case di Mascali ed inesorabilmente invade tutta la città. In serata circonda il Duomo di San Leonardo. La facciata ed il campanile resisteranno sino alla mattina successiva.


La processione di San Leonardo - 06 novembre 1928



07 novembre 1928
La città viene inesorabilmente sepolta, resiste ancora la Chiesa di San Leonardo. Ma la lava dopo averla circondata, preme contro le sue robuste mura con forza sempre crescente. La lotta impari non dura a lungo e alla fine la chiesa crolla con grande fragore trascinandosi nella rovina il campanile.
Giunge a Mascali il Ministro ai Lavori Pubblici S.E. Giovanni Giuriati, accompagnato dal Segretario Federale Prof. Zingali e dal vulcanologo Prof. Gaetano Ponte. Il destino di Mascali è compiuto. Quello che sino a pochi giorni addietro era un ridente e prosperoso paese non è che un immenso braciere da cui si levano colonne nere e dense di fumo. Solo un gruppetto di case all’estremità orientale di Mascali è rimasto illeso; è il quartiere di Sant’Antonino con l’omonima chiesetta di fronte alla quale è stato posto, come ultimo baluardo, il simulacro di San Leonardo.


Il Duomo ed il Monumento ai caduti circondati dalla lava - 07 novembre 1928



08 novembre 1928
Il torrente di fuoco, superata Mascali procede senza sosta, lento e divoratore, verso la stazione ferroviaria e verso il vicino ponte, travolge preziosi agrumeti e vigneti, colma mano a mano la strada provinciale, diroccando e seppellendo le case che la fiancheggiano.


“Corriere della Sera” 09 novembre 1928



09 novembre 1928
Il fronte lavico avanza lentamente nel letto del Torrente Pietrafucile avvicinandosi alla linea ferroviaria Catania – Messina. La frazione di Carrabba, piccolo centro industriale ricco di stabilimenti per la lavorazione degli agrumi viene sgomberato e circondata da un cordone di carabinieri, soldati e militi nazionali per tenere lontano i numerosi curiosi. Intanto la frazione di Nunziata, sgomberata da più giorni è minacciata dall’alto da un nuovo braccio lavico; nella notte la Madonna dell’Annunziata, viene portata di fronte alla lava ed il popolo invoca, ottenendola, la salvezza del paese.


Gli abitanti di Nunziata invocano la protezione della Madonna.



10 novembre 1928
Il fronte lavico distrugge la stazione ferroviaria di Mascali ed interrompe la linea ferrata Catania – Messina isolando di fatto la Sicilia orientale dal resto d’Italia.


La stazione ferroviaria di Mascali investita dalla lava - 10 novembre 1928



11/18 novembre 1928
Continuano le emissioni di lava dalla frattura di Ripe della Naca ma il fronte più avanzato dopo aver raggiunto le prime abitazioni di Carrabba rallenta fino a fermarsi a quota 25 m. s.l.m.


Il fronte lavico, ormai fermo, nell’ alveo del torrente Pietrafucile.




19/20 novembre 1928
Intense emissioni di cenere dal cratere centrale e dal cratere di sud est alte fino ad 1,5 km. preannunciano la fine ormai imminente dell’eruzione. Cessa l’emissione di lava dalle fratture di Ripe della Naca.


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